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BENCHMARKING AMBIENTALE
Il benchmarking è uno strumento di management relativamente giovane, essendo nato agli inizi degli anni ‘80 negli Stati Uniti. In generale il benchmarking, che possiamo tradurre come “posizionare, identificare punti di riferimento”, corrisponde al processo d’identificazione, comprensione e adattamento delle migliori pratiche, proprie o di altre organizzazioni, allo scopo di migliorare le performance d’impresa.

Tale processo si sviluppa attraverso uno stretto confronto con la concorrenza ed è quindi un utile strumento destinato a rafforzare la competitività aziendale.
Recentemente alcune organizzazioni si sono indirizzate verso l’applicazione delle tecniche di benchmarking anche al settore ambientale. Questa declinazione dello strumento è generalmente utilizzata dalle associazioni di categoria o dai distretti industriali per identificare, analizzare, adattare e condividere le migliori pratiche di settore disponibili e già attuate nei casi d’eccellenza. Uno dei primi esempi in Italia di benchmarking ambientale è stato applicato proprio al settore dell’industria ceramica in Emilia-Romagna su iniziativa di Assopiastrelle: ogni azienda associata riceve un “Bollettino di benchmarking integrato” che permette di individuare il ‘posizionamento’ in termini di performance ambientali, energetiche, di sicurezza-salute, di qualità di sistema e qualità di prodotto di un’impresa in rapporto alle performance medie delle imprese del settore.

Adattato alla gestione ambientale, gli obiettivi del benchmarking mirano a:
  • migliorare i processi produttivi, gestionali e delle risorse umane;
  • migliorare le prestazioni ambientali di un’impresa o di un settore e quindi le relazioni con i soggetti esterni;
  • fissare obiettivi di nuove prestazioni;
  • contribuire ad accelerare e gestire il cambiamento dei fattori ambientali;
  • favorire la competitività tra le imprese nelle aree dell’ambiente, dell’energia, della sicurezza-salute, della qualità di sistema e di prodotto; fornire alle imprese un supporto per le decisioni d’investimento in varie aree;
  • valorizzare le informazioni che le imprese già predispongono per obblighi legislativi;
  • permettere un continuo miglioramento delle performance di un’impresa o di un settore d’imprese.

    Uno dei primi esempi in Italia di benchmarking ambientale è stato applicato proprio al settore dell’industria ceramica in Emilia-Romagna su iniziativa di Assopiastrelle: ogni azienda associata riceve un “Bollettino di benchmarking integrato” che permette di individuare il ‘posizionamento’ in termini di performance ambientali, energetiche, di sicurezza-salute, di qualità di sistema e qualità di prodotto di un’impresa in rapporto alle performance medie delle imprese del settore.





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